La Proposta di un «rating cattolico» per gli investimenti finanziari

cropped-0001-6di Leonardo Salutati • Lo scorso 3 maggio alla Pontificia Università Lateranense è stata presentata la Fondazione “Quadragesimo annoˮ, organo senza fini di lucro che, con il contributo di accademici, esperti, studiosi di varie discipline e professionisti provenienti da tutto il mondo, intende dedicarsi alla creazione di un sistema di certificazione degli investimenti, per dare vita ad un “rating cattolico”, un vero e proprio sistema di valutazione del grado di conformità degli investimenti ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC compliant), rivolto al sistema finanziario ed economico in generale. Al riguardo, già il 5 novembre 2017, in una sua lettera il card. Pietro Parolin aveva precisato che la finalità della Fondazione doveva consistere nel «cercare di tradurre i contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa in indicazioni concrete per il mondo della finanza».

L’idea che sta alla base del progetto è di prendere sul serio le indicazioni di Papa Francesco e la sua richiesta di ripensare il sistema economico-finanziario. È evidente, infatti, come l’attuale sistema economico sia ormai assai poco “liberaleˮ, data l’elevata concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone, le forti disuguaglianze e i grandi squilibri sociali. Tale situazione, sempre di più, provoca la riflessione cristiana ad interrogarsi su come incidere nell’economia e nella finanza per indirizzarle eticamente e su come realizzare strategie di investimento diverse da quelle ordinarie, improntate ad un sistema di valori che derivi dalla visione cristiana della realtà per favorire un impatto sociale caratterizzato da buone prassi e dalla sostenibilità sociale.

La proposta non vuole essere considerata “confessionale”, in quanto i criteri della DSC rivelano una validità economico-finanziaria che può interessare anche i non cattolici o i non credenti che, tra l’altro, spesso già operano sulla base di criteri etici e vogliono continuare a farlo sempre meglio.

In concreto la Fondazione si propone di elaborare norme, servizi di auditing, di revisione e di certificazione rispondenti alle indicazioni della DSC. L’intento è quello di coinvolgere i centri studi e le realtà più impegnate, per ripensare il sistema normativo e fiscale per il no profit e più in generale per elaborare proposte di modifiche legislative che consentano l’affermarsi di “prodotti DSC conforme”. Un compito di dimensioni notevoli che richiederà tempo e impegno per instaurare le numerose collaborazioni necessarie con i vari attori del sistema economico finanziario.

A ben vedere, da questi pochi accenni, non ci sarebbe molto da aggiungere, se non che oggi l’informatica ha reso più virtuale il sangue, enormemente più rapidi gli spostamenti del suo flusso e più invisibili i pochi a gestirlo e, dunque, molto più urgenti i correttivi che ne regolino la circolazione. Un’urgenza a cui la Fondazione “Quadragesimo anno” con la sua iniziativa intende contribuire.